Lavorare alle cuffie.
Molti pensano sia un lavoro privo di Fantasia.
Niente di più sbagliato.
E' un mondo parallelo quello che vivo, dove nessuno può entrare.
Io e la gente.
La gente...le voci.
Non sono solo voci, sono persone, che hanno una vita che per pochi minuti del giorno la condividono con me. Ad ogni telefonata è come se facessi una visitina in casa d'altri.
Appena entri in una casa, ti guardi intorno e guardando l'arrendamento, i colori, sentendo l'odore ti fai subito l'idea con chi hai a che fare, al telefono è tutto più complicato ma anche più interessante.
Senti una voce.
E il mio cervello immancabilmente da una forma a quel suono.
Chissà se è grassa? ...no dalla voce non sembra.
E' alta? Legge molto? Si tinge i capelli?
In un attimo ho già fatto l'identikit, che probabilmente non corrisponde alla realtà ma trovo più rassicurante immaginare una persona e non un'identità astratta.
Il tintinnio del cucchiaino che gira il caffè...dopo fumerà una sigaretta, penso.
Il trillo di un sms sul telefonino....è un'amica, oggi andranno a fare shopping insieme.
Il bambino che frigna....da quando ha iniziato a lavorare non riesce più a gestirlo come credeva.
Il cane che abbaia a ogni minimo rumore.....maledetti vicini!!
Il rassicurante miagolio del gatto di casa....appena avrà finito con me gli riempirà la ciotola e lui si struscerà contro le sue gambe.
Ogni minimo rumore di sottofondo mi danno un indizio, un tassello per terminare in fretta il mosaico di quei 5 minuti, giusto il tempo per terminare la chiamata.
La mia visita è veloce, giusto il tempo di affacciarmi al portone, sentire l'odore del caffè appena uscito che aspetta solo che io vada via per essere sorseggiato...
Lavoro senza fantasia?
Davvero?

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